Il libro

Un reportage dalla scioccante campagna elettorale 2016, quella in cui il mostro della politica americana si è infine ribellato al suo creatore, la realtà ha superato la fantasia e uno dei candidati ha fatto e detto cose che avrebbero affossato chiunque altro uscendone non solo indenne, ma vincitore. Come diavolo siamo arrivati a questo punto? Per provare a dare una risposta Ben Fountain indaga il passato - dal razzismo mai sradicato che ha avuto la sua massima espressione nella «strategia sudista», al culto della personalità che ha portato alla ribalta celebri cialtroni, alle diseguaglianze che affondano le radici nello schiavismo e sono state poi replicate in ogni epoca - e nelle sue mani la storia torna nuova, fresca, viva, e si fonde con il presente per darci un vivido ritratto della nazione: al tempo stesso una diagnosi dei sintomi che ammalano l'America e un'affascinante chiave di lettura utile a gettare luce sugli scenari futuri. Già due volte, infatti, gli Stati Uniti hanno dovuto bruciare la propria identità per ricostruirla in modo radicale: la prima fu la sanguinosa guerra civile combattuta per mettere fine alla schiavitù, e la seconda fu la Grande Depressione, che innescò le politiche del New Deal e la nascita dello stato sociale. Quella a cui assistiamo oggi potrebbe essere la terza crisi esistenziale dell'America. Sulla scia del lavoro condotto da Hunter Thompson nella campagna presidenziale del 1972 e da Joan Didion in quella del 1988, Ben Fountain, con il suo occhio per l'assurdo e la sua capacità di mappare le compulsioni, le stranezze e l'ostinato attaccamento alla fantasia dell'America, ci regala uno dei migliori scritti politici degli ultimi cinquant'anni.

La mia lettura

“Sia Lincoln che Roosevelt possedevano l’immaginazione e la forza di volontà necessarie a tirare fuori il paese da due inferni in terra. Viene da chiedersi quanto vicini all’inferno dovremo arrivare nella nostra epoca prima che un simile drastico atto di reinvenzione venga tentato. O il tentativo riesce, come già successo due volte nel corso della nostra storia, oppure l’America diventerà una democrazia solo di nome, una farsa tenuta in piedi dalla scenografia che mima i gesti di una democrazia rappresentativa, finta quanto il teatro di posa del più stucchevole film hollywoodiano.”

America brucia ancora è uscito negli USA un paio di anni fa e in Italia è arrivato grazie a Minimum Fax, io l’ho scelto anche per la bibliografa della mia tesina di geopolitica su L’America di Trump, è un racconto che ho trovato spietato, la voce di Ben Fountain mi è arrivata dura, arrabbiata, sincera.

Fountain nel 2016 ha seguito le presidenziali seguendo sia i Democratici che i Repubblicani e in questo libro non si limita a raccontarci questo singolo (per quanto importante) evento politico ma ripercorre il “tragitto” che ha portato l’America alla sua democrazia evidenziandone anche le crepe, i passi falsi.

Ho capito che mi sarebbe piaciuto molto già dall’introduzione, Fountain riassume tutti i più importanti momenti storici degli Stati Uniti, dalla Grande Depressione al New Deal, ma parla anche di razzismo, di sfruttamento, del potere e delle disuguaglianze economiche, di “schiavitù” economica.

Impossibile non pensare a David Foster Wallace quando Fountain parla di “Complesso fantastico Industriale”:

“Diventa ormai sempre più difficile capire cos’è reale, specialmente lì, su quegli schermi dove si svolge tanta parte della nostra esistenza quotidiana. […] Donald J. Trump ha risolto il problema costruendo una fantasia nel mondo reale con se stesso nel ruolo da protagonista. La sua intera carriera si è svolta su un palcoscenico con scenografie di primissima classe […] Vendeva quella fantasia vivendola, il suo intero essere devoto non tanto all’arte di fare affari quanto a quella del branding, la scienza avanguardistica del CFI”.

L’analisi del “personaggio” Trump è accurata, le sue “performance”, il suo linguaggio, vengono spiegate con esempi concreti, Fountain riporta fatti, informazioni, notizie di prima mano, reazioni e ci sono pagine che, confesso, mi hanno turbata perché la realtà è talmente andata oltre la fantasia che non ci si può non spaventare.

Poi c’è tutta la parte dedicata all’istruzione, racconta, Fountain, di suo padre che vedeva l’istruzione come un bene collettivo, un moltiplicatore di valore per la società, spiega il cosiddetto “residuo di Solow” che attribuisce al progresso tecnologico il merito dell’aumento di produttività in una società e “l’Effetto Flynn”, cioè l’aumento del quoziente intellettivo nel corso delle generazioni. L’istruzione è qualcosa di valore negli Stati Uniti, oggi non si può ancora rinunciare ad un diploma, ad una laurea, nonostante l’indebitamento che questo comporta per le famiglie, per gli studenti.

Spietata l’analisi dell’effetto dei social media nella società americana.

La struttura del libro è molto originale, i capitoli si alternano tra “Libro dei giorni” in cui mese per mese troviamo notizie di vario genere, per esempio:

Libro dei giorni. Gennaio

“Otto Warmbier, studente alla University of Virginia, viene arrestato dagli agenti nordcoreani all’aeroporto internazionale di Pyongyang, accusato di presunti atti ostili contro lo Stato. In Texas entra in vigore la legge che consente a chiunque sia provvisto di porto d’armi di introdurre armi da fuoco, occulte o esibite, negli ospedali psichiatrici” 

E via via tutti i mesi dell’anno

Il capitolo dopo è:

Iowa 2016. Le eliminatorie

“Hillary se la sta facendo sotto? Inevitabile, con tutti quei flashback del 2008 che le friggono il cervello, quella prima incoronazione mancata, mandata a monte da un novellino ampolloso venuto dal nulla su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, e che invece l’ha stesa e arrotolata in un vecchio tappeto come un sicario della mafia.”

I titoli da soli valgono la lettura! Caustici, dissacranti, strappano spesso un sorriso: “L’ascesa di Trump. Re Donald monta in sella con la squadra demolizione” oppure “L’era del falconiglio. La guerra in poltrona di Trump”.

Se vi piace la politica, se siete appassionati di buon giornalismo e di Stati Uniti America brucia ancora di Ben Fountain fa per voi, per me è uno dei migliori saggi che ho letto nel 2020.

 

America brucia ancora di Ben Fountain

Minimum Fax

Titolo originale: Beautiful Country Burn Again. Democracy, Rebellion and Revolution

Traduzione: Assunta Martinese

Pp 538 € 18,05 sul sito dell’editore

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