Il libro

Ambientato nello scenario di una decadente città forestale del Montana, I ragazzi di Cota Street esplora i temi della povertà, della violenza e del degrado ambientale che plasmano l’esistenza di un gruppo di adolescenti in una comunità rurale stravolta dagli aspetti più nefasti della modernità. Manca il lavoro. Manca il senso di sicurezza. Manca il futuro. Ma c’è un piccolo gruppo di amici leali, c’è un pick-up in attesa con il motore acceso, ci sono un paio di anfibi ricoperti di sangue e una pistola con l’impugnatura madreperlata. La protagonista è Vera Violet O’Neel e da sola, in un minuscolo appartamento di Saint Louis, elabora il proprio dolore per la famiglia disgregata, per gli amici finiti sottoterra e per il suo adorato Jimmy James Blood.

La mia lettura

“Ci trasferimmo a Cota Street quando avevo nove anni. I bambini di Cota erano figli di immigrati, nomadi e contadini. Nessun sangue blu. Le famiglie non erano raccontate nei libri importanti con le copertine rigide. Le difficoltà si incollavano implacabilmente alle loro salde dita di generazione in generazione. Ogni famiglia ne veniva toccata.”

Questo romanzo di esordio di Melissa Anne Peterson è una “dark story” tutta giocata su continue metafore che contribuiscono a rendere il mondo della protagonista, Vera Violet, e degli altri personaggi, inquietante e oscuro al lettore. La miseria e la crisi della famiglia, sono sicuramente responsabili dello straniamento dei “ragazzi di Cota street”, Melissa Anne Peterson fin dalle prime pagine descrive una società che soffre delle logiche capitalistiche che hanno portato alla distruzione oltre che della natura anche delle comunità rurali (e non solo) ridotte alla fame.

La storia comincia in Montana, Violet ascolta il padre raccontare delle segherie, degli abeti Douglas vecchi di mille anni, del taglio degli alberi

“dei fianchi scoscesi delle colline. Foreste vergini. Uomini in catene. I gemiti, il clangore delle pale. […] I baroni del legname con il cuore malvagio, le tasche piene e le bocche sbavanti mentre osservano i prigionieri morire sul terreno freddo e ventoso”.

Fa un certo effetto pensare ai meravigliosi paesaggi del Montana associandoli a questa storia, i prigionieri a cui fa riferimento l’autrice sono (così ho capito io) i bianchi poveri e le minoranze di colore e quella che descrive è una sorta di presa di coscienza di classe.

“Papà mi aveva raccontato quelle storie perché aveva visto qualcosa nei miei occhi. Una rabbia che sarebbe rimasta. Una durezza che doveva avere un significato […] La mia vita sarebbe stata difficile”. Ma accanto alla povertà delle aree rurali c’è la povertà urbana, non c’è traccia della cosiddetta “utopia del benessere”

e non è neppure una questione di razza perché è di suprematismo bianco che parla Melissa Anne Peterson, i suoi personaggi sono quelli che vivono nei “ghetto poor” dove la segregazione è anche spaziale.

“Mi raccontò del New England centinaia di anni fa i poveri servi irlandesi, scozzesi e inglesi cospiravano insieme agli schiavi nativi dell’Africa per fuggire verso la libertà. […] Mi disse che gli schiavi fuggiaschi dalla pelle chiara si rapavano a zero per passare inosservati. Mi spiegò che feccia bianca era l’espressione creata per indicare quelli che vivevano nei quartieri misti.”

Il racconto continua a Saint Louis, nel Missouri, che se conoscete un po’ gli USA, sapete essere una città con una altissima percentuale di afroamericani, non sembra neppure di essere nel Midwest! Il “razzismo sistemico” che caratterizza la città incombe su I ragazzi di Cota Street, la Peterson vuole farci toccare con mano il circolo vizioso che si innesca nelle dinamiche psicologiche dei suoi personaggi, la disperazione, il senso di solitudine e smarrimento è tale che viene voglia di prendersi una pausa durante la lettura, viene voglia di distogliere gli occhi da tanta sofferenza.

I ragazzi di Cota Street è un brillante esordio, l’autrice mi sembra una voce caustica di questa nuova generazione di scrittrici e scrittori americani che sentono sempre di più l’esigenza di raccontare il loro mondo senza edulcorare nulla. Non è una denuncia I ragazzi di Cota Street, è, secondo me, una considerazione amara.

Melissa Anne Peterson – I ragazzi di Cota Street – Edizioni Jimenez Traduzione di Gianluca Testani Pagine: 224 Prezzo: € 18 brossura con alette

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