Il libro

Evangelos Arness, un uomo di mezza età, conduce una doppia vita: con lo pseudonimo di Evans Arness è un giornalista intransigente che lancia critiche severe alla società, mentre col nome di Eddie Anderson lavora in una grossa agenzia pubblicitaria e mentendo con slogan commerciali garantisce un tenore di vita decisamente borghese alla sua famiglia. Questo "compromesso" sembra funzionare a meraviglia, finchè l'incontro con la giovane Gwen lo costringe a uscire da schemi e ipocrisie per guardarsi finalmente allo specchio: tra piccole tragedie domestiche, sbronze colossali, provocazioni e gesti liberatori, Evangelos/Evans/Eddie decide di gettare tutto all'aria, per provare a ricominciare a vivere. Pubblicato nel 1967, Il compromesso anticipa con grande lucidità la rivolta contro quei valori della media borghesia contestati poi negli anni '70, intuendo la sorte del sogno americano, ormai ridotto a incubo in technicolor.

La mia lettura

Il compromesso di Elia Kazan è del 1967, il suo protagonista Evangelos/Evans/Eddie Arness vive una vita che è simbolo del relativismo e della crisi dell’io come tratto distintivo della modernità, Kazan ha affrontato nel suo romanzo il tema del “doppio”, il protagonista usa un nome diverso a seconda delle persone con cui si trova e dell’attività che svolge. Questa scissione identitaria ha sicuramente a che fare con l’identificazione dell’autore con il suo personaggio e se conoscete la storia di Kazan probabilmente sarete d’accordo con me, sta di fatto che l’intero romanzo è centrato proprio su questo con tutta la drammaticità che ne deriva.

Evans (io lo chiamerò così) difende la sua pazzia volontaria che ad un certo punto, quando prende coscienza di quel che è diventato, del ruolo sociale che svolge e che lo rappresenta, diventa un rifugio e le sue farneticazioni altro non sono che un monologo interiore.

Le pulsioni incontrollabili di Evans l’autore ce le fa immaginare senza scendere nei particolari, sappiamo che quest’uomo è completamente schiavo del sesso ma l’argomento non viene in realtà mai approfondito, la letteratura della fine degli anni Sessanta è imprescindibilmente maschile e di certo il punto di vista femminile non è oggetto di questo romanzo nonostante siano le donne a mettere in discussione Evans.

L’ anticonformismo in un contesto di vita normale, come lo vorrebbe intendere Evans, si porta dietro il fallimento del cosiddetto sogno americano, si sgretola, nella mente del protagonista, il mito dell’apparenza e della carriera, la disillusione è accompagnata anche dal fallimento del matrimonio che rappresenta in pieno l’esistenza piccolo borghese che Evans rifiuta.

Elia Kazan ha costruito un romanzo che supera le 600 pagine dedicandosi essenzialmente all’evoluzione della personalità del protagonista, gli altri personaggi subiscono nel corso dei capitoli dei mutamenti ma risultano irrisori, sono conseguenza dei cambiamenti di Evans.

I flash back legati alla vita della famiglia Arness ci riportano alla nostalgia tipica degli immigrati che ad un certo punto smettono di guardare al paese che li ha accolti per cullarsi in una nostalgia dolorosa per il paese di origine.

Il compromesso è un gran romanzo, probabilmente l’autore avrebbe potuto concludere la storia scrivendo duecento pagine in meno ma trovo che anche i momenti in cui le vicende si avvitano su loro stesse risultano importanti per farci entrare nel mood del de profundis del protagonista.

Non ho visto il film ma lo farò, per ora posso solo suggerirvi di leggere il romanzo da poco tornato in libreria.

Il compromesso di Elia Kazan

Traduttore: Ettore Capriolo

Editore: Mattioli 1885

Anno edizione: 2021

Pagine: 616 p., Rilegato € 20,00

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