Il libro

Due giorni prima del Natale 2008, la cittadina di Janesville, Wisconsin, è sconvolta dalla notizia dell’imminente chiusura dello stabilimento locale della General Motors, che dà lavoro a buona parte dei suoi abitanti. È il segnale dell’arrivo di una crisi profonda e improvvisa, che come un tornado spazza via tutto ciò che trova sulla sua strada, e che travolge persino i giganti dell’industria pesante americana. Ma se la maggior parte degli osservatori si limita a raccontare i giorni della crisi, sono in pochi quelli che tengono lo sguardo puntato abbastanza a lungo da riuscire a vedere una città che reagisce, alza la testa e si rimette in carreggiata.

La mia lettura

Ho finito da poco di leggere Janesville, il mio ennesimo libro che racconta gli Stati Uniti dal punto di vista economico, culturale, politico.

Ho scelto questo libro perché analizza accuratamente tutte le dinamiche che si sono innescate una volta che, nel 2008 e dopo 85 anni, la General Motors decise di chiudere uno dei suoi stabilimento storici a Janesvile, nel Wisconsin, dove buona parte della popolazione aveva uno o più membri della famiglia che lavorava in quello stabilimento.

L’autrice, Premio Pulitzer, racconta questa vicenda partendo dai protagonisti, da quegli operai e operaie che alla chiusura della GM si sono trovati a perdere quel posto nella cosiddetta middle class per non riconquistarlo più perché con la grande crisi del 2008 i 28 dollari l’ora a cui erano abituati sono diventati un miraggio.

Il tono del racconto è talmente “accorato” che si entra immediatamente in empatia con questi uomini e donne di cui finiamo per sapere tante cose anche personali.

Janesville è emblema del cambiamento dei tempi, è l’esempio di come una comunità può reagire nel momento in cui la stabilità economica viene meno e le disuguaglianze cominciano ad aumentare in modo esponenziale a causa del fallimento dei piani formativi per il reinserimento e riqualificazione professionale, a causa del fatto che da un certo punto in poi, persi certi vantaggi salariali e di anzianità di servizio, tutto finisce per essere sminuito.

Dopo la chiusura dello stabilimento della GM il tasso di disoccupazione a Janesville salì al 12%, le persone non erano abituate a questo, tutti lavoravano anche nelle aziende dell’indotto e con buoni salari, i cittadini, erano storicamente abituati a rimboccarsi le maniche, c’erano state altre crisi, diversi cambiamenti, in quegli 85 anni ma alla fine tutto si rimetteva in carreggiata, con qualche sacrificio.

Era da un po' che si temevano cambiamenti radicali, i SUV che venivano assemblati a Janesville erano troppo costosi e soprattutto consumavano troppa benzina e visti i prezzi del carburante la richiesta sul mercato era drasticamente diminuita ma la speranza era che l’azienda avrebbe convertito la produzione, inserito un nuovo modello così, anche quando tutti vennero licenziati, la speranza non si affievolì soprattutto perché la GM lasciò lo stabilimento in stand-by per diverso tempo invece che chiuderlo subito definitivamente.

Amy Goldstein ripercorre passo passo ogni fase tornando indietro nel tempo, citando le numerose altre aziende del territorio come la Parker Pen (ve le ricordate le penne Parker? Quelle in argento erano il tipico regalo di laurea…) che lasciarono un segno nell’economia non solo locale ma addirittura mondiale.

Janesville si è distinta da molte altre città della cosiddetta Rust Belt, è riuscita a rialzarsi arrivando a ridurre quel 12% di tasso di disoccupazione ad un 4% ma questo non significa che tutto è tornato come prima, occupazione oggi vuol dire stipendi da fame che non consentono di far fronte alle rate del mutuo, di pagare le assicurazioni sanitarie, di fare la spesa e portare a casa tutto quel che serve per una alimentazione sana.

E’ toccante la parte in cui l’autrice racconta quanto la comunità, i politici, lo Stato del Wisconsin hanno fatto per incoraggiare la GM a investire ancora sulla città, quanto impegno è stato profuso da chiunque avesse un minimo di influenza e competenza per organizzare un vero e proprio piano di marketing che rilanciasse la città, un esempio di resilienza commovente.

Eppure, tutta questa buona volontà ha prodotto comunque degli errori che hanno portato a dividere la popolazione nettamente in due, oggi si può dire che esistono due Janesville, i costi sociali della crisi economica sono stati di molto superiori rispetto a quelli economici.

Dicevo prima dei progetti falliti:

il primo, quello formativo, della riqualificazione professionale dei disoccupati che purtroppo non ha avuto gli effetti sperati perché come spesso avviene mercato del lavoro e formazione non sono sulla stessa lunghezza d’onda.

Il secondo progetto era legato all’attività di volontariato che avrebbero dovuto sostituirsi allo Stato centrale e cercare di supportare la comunità nei suoi nuovi bisogni, ebbene, in momenti così tragici vengono meno anche i fondi dedicati a strutture del Terzo Settore e senza quelli diventa impossibile dare un aiuto concreto.

Oggi tanti cittadini di Janesville si sono reinventati, molti altri hanno accettato di andare a lavorare in altri stabilimenti GM a centinaia o migliaia di km di distanza da casa, dalla famiglia, pur di continuare a vivere decorosamente. Emerge in questo racconto la figura del repubblicano (cittadino di Janesville) Paul Ryan, era lui che sosteneva fortemente l’idea di combattere le difficoltà all’interno della comunità, purtroppo ha dovuto rivedere le sue convinzioni ma rimane un esempio di cittadino legato alla sua città che lotta in ogni modo per salvarla dalla catastrofe. Ryan è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1998, scelto da Romney come candidato alla vicepresidenza nel 2012, dopo la sconfitta di Romney è diventato Speaker della Camera nel 2015, al momento è il più giovane Speaker mai eletto. Esplicitamente critico nei confronti di Trump ha deciso di lasciare il suo posto a fine mandato, conservatore e antiabortista, favorevole alla privatizzazione del Medicare.  

Janesville è un libro appassionante, affronta temi complessi con un linguaggio lineare e senza inutili tecnicismi, sicuramente il taglio giornalistico dell’autrice aiuta molto anche un lettore non troppo edotto su certi argomenti.

 

Janesville. Una storia americana di Amy Goldstein

Traduttore: Chiara Veltri

Editore: Luiss University Press

Collana: Stories

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 14 novembre 2019

Pagine: 297 p., Brossura € 22,80 su IBS

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