La scimmia pensa, la scimmia fa di Chuck Palahniuk

Il libro

In questo libro di Palahniuk si legge di un'orgia gigantesca in un locale in mezzo al nulla del West di oggi, di un torneo di combattimenti tra enormi mietitrebbiatrici, di una spedizione su un sottomarino nucleare, di un faccia a faccia improbabile con Marilyn Manson, degli allenamenti feroci (e le orecchie a cavolfiore) dei lottatori e molto altro ancora. Ma la parte più sconvolgente è quella che racconta le vite passate e presenti dell'autore: i suoi anni spesi tra lavori pesantissimi di giorno, volontariato in ospedali di notte, le circostanze terribili dell'assassinio di suo padre e del processo al killer. Tutte le storie raccontate in questo volume parlano dello stare tra la gente. Di me in mezzo alla gente o di gente che si raduna.

La mia lettura

Diviso in tre parti: Insieme (storie ai limiti dell’assurdo che parlano di una America decisamente rurale), Ritratti (molto interessante, sono un insieme di articoli che ha scritto per diversi giornali), Personale (sono aneddoti che riguardano la sua vita e il suo lavoro), presentate da un introduzione, è una raccolta di saggi brevi (23) in cui Palahniuk affronta quello che a suo dire è un problema comune a tutti gli scrittori: tendere all’isolamento, desiderare di rintanarsi in un mondo proprio e tornare nel mondo concreto e reale a fasi alterne, forse semplicemente per presentare al mondo la propria opera, il frutto dell’isolamento.

Ecco perché scrivo, perché la vita non funziona mai, se non con il senno di poi. E scrivere ti permette di riguardare al passato. Perché se non riesci a dominare la vita, almeno puoi dominare la tua versione.

Un libro singolare come sono sempre i libri di Chuck Palahniuk che qui è protagonista di situazioni che non hanno nulla a che invidiare alla sua fantasia sfrenata. Questo di fatto vuole dimostrare, che la realtà può essere più bizzarra della fantasia! Monkey Think, Monkey Do, che uscì per la prima volta su una rivista (Gear), raccoglie alcuni pensieri dell'autore sui motivi che possono spingere le persone a compiere azioni stupide e anche pericolose.

La carne si produce qui invece è un reportage sulle gare di Wrestling non professionistiche negli Stati Uniti, riprende alcuni temi di Fight Club come l’incontro-scontro visto come strumento di comunicazione.

In una cultura in cui la gente ha troppa paura per affrontare le malattie gengivali, come si può convincerla ad affrontare un qualsiasi altro problema? L’inquinamento? L’eguaglianza dei diritti? E come spingerli a lottare? (da Egregio signor Levin - Dear Mr. Levin, una lettera aperta indirizzata allo scrittore Ira Levin).

La sua vita si mischia di continuo ai fatti “prodotti” dalla sua fantasia, in Premi di consolazione, Consolation Prizes, racconta la morte del padre che ricordo, fu bruciato vivo dall’ex marito della donna con cui aveva una relazione, allo scrittore fu chiesto di esprimere un parere sull’applicazione o meno della pena di morte per l’assassino del padre, rispose favorevolmente e l’uomo fu giustiziato. Ma non è tutto, il povero Chuck all’età di sei anni scoprì, da un racconto di suo padre, che il nonno aveva ucciso la nonna e che poi si era sparato, mentre lui, il padre, si era salvato nascondendosi sotto il letto. Non ci sorprende dunque se in Rabbia scrisse:

E se la realtà non fosse altro che una malattia?

La scimmia pensa, la scimmia fa. Quando la realtà supera la fantasia - Chuck Palahniuk – Mondadori (Traduzione di Giuseppe Iacobaci) Pp 226 € 12,35 brossura

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