Il libro di oggi è un’anteprima: “La vita dentro” una raccolta di racconti di Edwidge Danticat

Il libro

Da un’autrice tra le più prestigiose della letteratura americana, vincitrice di numerosi premi, una raccolta di racconti ambientati sia a Haiti, sia a Miami, sede principale della diaspora haitiana. Otto storie di grande intensità sull’amore, l’amicizia, l’abbandono, la nostalgia. Sono questi i temi su cui si snoda la creatività e la grande maestria di Edwige Danticat in un libro ricco di saggezza e umanità, intimo e vasto al tempo stesso, in cui l’autrice esplora le forze che ci attirano gli uni agli altri o ci separano, a volte nello stesso drammatico istante.

La mia lettura

Amore, perdita e, qualche volta redenzione, questo ho trovato negli otto racconti di Edwidge Danticat che escono oggi con SEM libri nel volume La vita dentro, Everything Inside il titolo originale,ho letto molti articoli di questa autrice e alcuni suoi racconti in inglese, è la prima volta invece che la leggo in italiano nella traduzione di Velia Februari. In La vita dentro Danticat racconta esperienze di vita quotidiana, scende fin nell’intimità dei suoi personaggi che lottano in quella realtà che è Little Haiti (il quartiere haitiano-americano di Miami) sono persone ai margini o anche persone che sono riuscite a integrarsi negli Stati Uniti, persone che possiamo considerare privilegiate eppure le vediamo lottare per arrivare a realizzare quel senso di appartenenza a un mondo non loro.

La scrittura di Edwidge Danticat è fatta di un linguaggio che lascia spazio alle storie e ai personaggi senza soffocare tutto dietro inutili barocchismi. L'intensità emotiva cresce storia dopo storia e lo capiamo immediatamente, appena apriamo il libro e cominciamo a scorrere il primo racconto intitolato Dosas. La protagonista di questo racconto, Elsie, vive esperienze tali che dovremmo aspettarci una donna delusa dalla vita, cinica, sintonizzarsi sulle sue emozioni e delusioni è facilissimo, ci si aspetta che reagisca, che tiri fuori anche un po’ di cattiveria invece Edwidge Danticat ha creato un personaggio in grado di nutrire speranze per il futuro, nonostante la vita non sia stata clemente. Rasserena, incoraggia Elsie.

Il secondo racconto invece si intitola Ai vecchi tempi , qui la protagonista conosce suo padre quando oramai è troppo tardi, lei è cresciuta negli Stati Uniti con sua madre e Haiti rappresenta per questa giovane donna la causa dell’abbandono di suo padre che ha preferito, come molti altri, tornare in patria con la speranza di mettersi al servizio del paese per contribuire alla sua rinascita. Conoscere un pezzo di se stessa ora è per lei disorientante, cerca in quell’uomo e nella sua nuova famiglia qualcosa che le assomigli, dove sono le radici? Come il passato può entrare in sintonia con il presente? Si può credere nella spontaneità e genuinità dei sentimenti atavici? Si può provare rancore per chi ha sacrificato la vita nel nome di un ideale?

Il terzo racconto è intitolato “Amami e poi lasciami”, è quello che mi è rimasto nel cuore, è struggente. Qui la protagonista si chiama Mélisande ( ci sono molte donne nei racconti di La vita dentro) e lavora insieme a sua madre in un Hotel. Mélisande ama intrattenersi con gli ospiti dell’albergo, uomini bianchi, grassi, che la fanno pensare a mondi lontani, si ammala di AIDS però a questo punto il rapporto già complesso tra lei e la madre si complica. Il centro di questo racconto è il rapporto madre/figlia e il modo in cui la cultura può renderlo differente, è possibile che due madri manifestino il proprio amore in maniera completamente diversa? Direi di si.

«Cosa farai quando mesye e madame smetteranno di pagare quelle pastiglie da cento gourde?» le strillava Babette come un sergente istruttore che tormenta una recluta.

Babette è madre di Mélisande, il suo modo di comunicare con la figlia è insultandola, quando le rivolge la parola sembra sia solo per umiliarla.

«Dove vuoi essere sepolta?» domandò Babette alla figlia poco dopo. «Meglio che tu cominci a mettere da parte i soldi se vuoi una bella bara.»

Parole durissime che colpiscono i datori di lavoro che provvedono alle medicine per Mélisande.

“stai sprecando del tempo prezioso con tua figlia, tempo che potresti trascorrere come facevi prima. La aiuteresti molto di più se smettessi di insultarla e le dimostrassi il tuo amore.”

Così le dicono

«Il mio amore?» […]Questi diasporacci, questi dyaspowa e dyasporèn, questi monarchi illuminati non sanno che ci sono molti altri modi per esprimere l’amore oltre a parlarne di continuo?

«Certo che la amo» ribatté la donna allargando le braccia come a mostrare la portata del suo affetto.

«Ecco perché sono così dura con lei.» «Lei è una madre che mantiene suo figlio, e anche la mia» disse Babette alzando gli occhi al soffitto imbiancato. «Non siamo uguali.»

Quanto dolore c’è in queste parole di Babette?

Nel racconto Il regalo invece troviamo i riferimenti al terremoto di Haiti del 2010, qui Edwidge Danticat riesce a trasmettere, con un approccio laterale, attraverso una storia d’amore finita, il senso della perdita e della devastazione. La cosiddetta diaspora haitiana è fulcro dei racconti, i personaggi , più o meno integrati, mostrano il loro diverso approccio al sogno americano, al desiderio di comunità, hanno un diverso attaccamento alle origini ma tutti fanno i conti con passato e presente.

Dosas

Ai vecchi tempi

“Amami e poi lasciami”

Il regalo

Mongolfiere

Alba, tramonto

Sette storie

Approdi

Tutti molto belli.

EDWIDGE DANTICAT - LA VITA DENTRO. Storie haitiane – SEM libri (Traduzione di Velia Februari) PP 206 € 18,00 brossura

Categoria: