Il libro

Walter e Patty erano arrivati a Ramsey Hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. Fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: Ramsey Hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i Berglund una frontiera da colonizzare, la possibilità di rinnovare quel mito dell'America come terra di libertà "dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale". Avevano dimenticato però che "niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali". E infatti qualcosa dev'essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, Patty è un po' troppo spesso in compagnia di Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre Walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come "arrogante, tirannico ed eticamente compromesso". Siamo negli anni Duemila, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo...) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie.

La mia lettura

Io ho sempre qualche problema con le donne che escono dalla mente creativa di Jonathan Franzen, mi fanno venire puntualmente una gran rabbia, le odio e la colpa è dello scrittore che, mi secca ammetterlo, scrive divinamente ma io faccio parte di quell’ampia risma di donne che lo considerano sessista.

Libertà è un romanzo magnifico, credo di poter dire che mi piace più di Le correzioni che pure ho amato molto, ho trovato quelle prime cinquanta pagine in cui descrive la crudeltà della “cultura dello stupro” quanto di più vicino al pensiero delle donne possa esserci per cui il mio approccio a questo autore finisce per essere sempre abbastanza liberale e mi curo poco delle varie Picoult e delle loro lamentazioni attenendomi al solo fatto incontrovertibile: leggere Franzen mi provoca un gran piacere.

Torniamo a Libertà.

Un tema alla base della storia è quello del self-made man che nei romanzi/affresco americani è impossibile da evitare, è la base della stessa società per cui Franzen non può non farne le solide fondamenta per le vicende dei Berglund.

Il romanzo è una alternanza di flashback sulla storia delle famiglie di origine dei protagonisti, comincia con un articolo del New York Times che critica Walter, uomo integerrimo al culmine della sua carriera che finisce in qualche modo vittima di quel conformismo e della società che aveva rifiutato per tutta la vita tanto da essere descritto dal giornale come “arrogante, tirannico ed eticamente compromesso” esattamente il contrario di quel che è sempre stato nella vita.

Il concetto di libertà è declinato sia sul piano personale sia sul piano familiare e sociale, è addirittura esasperato nel momento in cui Walter e Patty con la loro cultura liberal di sinistra decidono di “colonizzare” un quartiere che considerano di bifolchi.

Walter, Patty e Richard sono in Libertà i Natasha, Pierre e Andrej di Guerra e pace, Richard Katz, migliore amico di Walter da sempre, è il personaggio che tira fuori dagli altri la loro vera essenza, il loro lato oscuro, è il personaggio che rimane coerente con se stesso dall’inizio alla fine, quello che non si fa scrupolo di deludere tutti in nome della sua libertà e quello che prima di tutti arriva a comprendere realmente quanto possa essere inutile quella libertà se goduta in abbondanza e a spregio dei sentimenti altrui.

Patty è una donna che all’inizio, da giovanissima, ho imparato a stimare per perdere man mano fiducia in lei quando mi sono resa conto che tutta la sua vita ha ruotato intorno alla sua poca autostima, frutto, per carità!, Dell’esser cresciuta in una classica famiglia disfunzionale da cui però eredita proprio il peggio, tutte quelle cose che l’hanno fatta allontanare.

L’intera esistenza di Patty è un “ruminare” scelte sbagliate come sposare Walter sulla spinta di un ragionamento razionale, come soffocare d’amore il figlio maschio, Patty ha 21 anni al’inizio del romanzo e la lasciamo a poco più di cinquanta e in lei non sono riuscita a cogliere nessuna evoluzione, è una adolescente depressa per tutto il romanzo.

Patty “ Era scappata dall’infantilismo della sua famiglia solo per continuare a vivere un’eterna infanzia. Non aveva un lavoro, i suoi figli erano più maturi di lei, il sesso era quasi un ricordo.”

L’ossessione d’amore di Patty è patologica, mi ha fatto innervosire, arrivare alla sua quasi “salvezza” in fondo al romanzo mi ha fatto innervosire ancora di più perché ci ho visto una esigenza inutile di “aggiustare” le cose.

I personaggi con un carattere “compiuto” come Jessica (figlia di Walter e Patty) sono quelli meno interessanti rispetto ad altri personaggi come Connie “ tutta profondità e niente superficie”.

Walter, un uomo “infiammato da ogni sorta di idee importanti e bizzarre – odiava il papa e la Chiesa cattolica, ma approvava la rivoluzione islamica in Iran, perché sperava che portasse a una migliore politica energetica negli Stati Uniti” è il mio eroe, nato a Hibbing come Bob Dylan lotta dall’inizio alla fine della storia per le sue idee e conserva intatto l’amore per la sua famiglia nonostante tutto, è quello che riesce ad evolversi, ad emanciparsi e a crescere dopo essere caduto.

Libertà è un romanzo politico, nonostante Franzen dica il contrario, racconta l’America del dopo 11 settembre, del fondamentalismo di Bin Laden e di quello di Bush, delle guerra in Iraq e Afganistan, della questione israeliana e palestinese, della politica energetica degli USA, di ambiente e cambiamenti climatici.

“I conservatori hanno vinto. Hanno trasformato i democratici in un partito di centro-destra. Hanno convinto l’intero paese a cantare God Bless America, con l’accento su God, ad ogni partita di baseball della major league”.

Irresistibile il sarcasmo di Franzen:

Blake aveva un’aria di stupida superiorità che Patty […] equiparava all’aria di stupida superiorità del procuratore speciale che aveva spinto Bill Clinton a mentire su Monica Lewinsky”.

Un confronto generazionale senza esclusione di colpi, un marasma di sentimenti ed emozioni, cambiamenti sociali, poche vittorie e molteplici sconfitte.

Non c’è un vero lieto fine in Libertà perché di fatto quel che resta ai protagonisti sono le ceneri delle occasioni perdute.

 

Libertà di Jonathan Franzen

Traduzione: Silvia Pareschi

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno edizione: 2011

In commercio dal: 11 marzo 2011

Pagine: 622 p., Rilegato € 20,90 io ho ebook che al momento per il kindle costa poco più di 3 euro!

 

 

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