Il libro

Mai stati così felici Chicago, anni settanta. David sta per iscriversi a medicina quando incontra Marilyn, studentessa di letteratura. Grande amore istantaneo, rapide nozze, tre figlie in rapida successione, poi, a distanza, la quarta. Una bella casa nei sobborghi; lui medico di famiglia, lei madre a tempo pieno, poi alla guida di un negozio di ferramenta. La fatica ordinaria della vita quotidiana, e quell’amore incrollabile, capace di rinnovarsi, di riaccendersi, di superare le secche e correre rischi e riprendere la sua strada. Una storia esemplare. Ma se i tuoi genitori sono stati così fortunati, o così abili, o tutt’e due le cose, non è detto che tu riesca a imitarli. Anzi. Dopo un’adolescenza complicata Wendy, la primogenita, vedova troppo presto di un marito adorato, cerca vie di fuga nell’alcol e nel sesso facile. Violet rinuncia alla carriera da avvocato per fare la mamma perfetta e scoprire che non lo è. Liza, accademica in carriera, aspetta un bambino che forse non vuole da un uomo che forse non ama. E Grace, la più piccola, nasconde i suoi fallimenti alla famiglia e diventa schiava delle sue stesse bugie. Liti e silenzi, confessioni e non detti, solidarietà e strappi sono le luci e le ombre di tutte le famiglie: niente di strano in questo. La storia di una famiglia eccentrica nella sua felicità di fondo, a tratti proprio per questo esasperante: quarant’anni di legami delicati, indissolubili e a volte micidiali.

La mia lettura

Era dai tempi di Una vita come tante che non mi succedeva di innamorarmi perdutamente di un romanzo, è successo con Mai stati così felici di Claire Lombardo, l’esordiente più talentuosa del panorama della letteratura americana contemporanea (già ricchissimo di talenti). Perché dico che Claire Lombardo è la più talentuosa? Perché questo suo primo romanzo è lungo 560 pagine, ha un numero impressionante di personaggi e abbraccia un lungo arco di tempo eppure è, dal punto di vista narrativo, perfetto, equilibrato dalla prima all’ultima pagina!

Mai stati così felici è suddiviso in quattro parti che hanno i nomi delle stagioni: "Primavera", "Estate", "Autunno" e "Inverno", comincia nel 1975 per arrivare fino ai nostri giorni (finisce nel 2016), ogni capitolo ha una data o un lasso di tempo durante il quale si sono svolti gli eventi narrati, spesso la stessa cosa viene raccontata da due diversi punti di vista, quello del personaggio protagonista del fatto e quello di un’altra persona. I salti temporali sono continui ma questo non causa alcuna confusione anzi, rende tutto più dinamico, mi ha ricordato la sceneggiatura (dal punto di vista strutturale) di This is us la serie tv e, probabilmente, deve averlo pensato anche la HBO che ha comprato i diritti per portare in Tv il romanzo.

Individuare un protagonista è impossibile, ogni membro della famiglia Sorenson lo è quindi il romanzo contiene molteplici storie tutte allo stesso modo complesse e intrecciate tra loro, David e Marilyn sono sicuramente le figure intorno a cui ruotano tutti i personaggi e tutte le storie, la coppia perfetta che riesce ad amarsi dall’inizio alla fine rappresentando per le figlie ma anche per noi che leggiamo, la perfezione a cui tendere, l’esempio di come una moglie e un marito tra un errore e l’altro, costruiscono un legame solido fatto di rispetto, passione, comprensione, complicità.

Ma vien da chiedersi … da due persone così felici dovrebbero nascere figlie altrettanto felici? Resilienti, amorevoli l’una con l’altra e con i propri genitori, inclini alla sincerità? Nel caso della famiglia Sorenson non è stato così e nell’imperfezione delle dinamiche familiari Claire Lombardo dimostra la sua bravura di scrittrice, ha creato dei personaggi il cui carattere viene approfondito magistralmente.

Il mio personaggio preferito: Wendy. E’ spregevole fin da piccolissima, prepotente, lingua affilata, caustica, Wendy detesta soprattutto sua madre e rimprovera ai genitori di aver messo il loro amore al primo posto in graduatoria, loro due vengono prima delle figlie, prima di tutto o questa è la percezione che hanno le figlie. Wendy ha una personalità disturbata, l’unico verso cui mostra amore vero è il marito che perde prematuramente nei confronti di tutti gli altri è capace di cattiverie terribili. Del personaggio di Wendy affascina il modo in cui Claire Lombardo racconta il suo sentimento di invidia, sua vittima prescelta è soprattutto la sorella Violet forse quella a lei più simile, pur di annichilire la sua felicità familiare compie un atto le cui conseguenze saranno destinate a riverberarsi su tutti.

Il cosiddetto “schadenfreude” di Wendy contribuisce a renderla odiosa, è ostile e distruttiva, leggendo la si detesta per buona parte del libro, è stato così anche per me, ho impiegato molte pagine per arrivare ad apprezzarla e l’apprezzamento non è solo di empatia verso il personaggio incredibilmente umano nella sua smisurata fragilità e infelicità, è anche di ammirazione verso l’autrice che, da brava assistente sociale (questo è il suo lavoro ) secondo me è riuscita a raccontare un personaggio magnifico prigioniero della sua rabbia.

Il terreno su cui si svolge la competizione di Wendy non è quello sociale, è quello familiare! Wendy compete con i suoi genitori (con la madre soprattutto) e con le sorelle e per vincere, per mettere in moto il suo “circuito della ricompensa” colpisce duro senza pietà.

Il personaggio di Marilyn è, secondo me, per come ho “sentito” io il romanzo a livello emotivo, l’antagonista vero di Wendy. Questa donna per tutta la vita si sentirà dire di quanto è fortunata ad avere un marito che la ama così tanto, di quanto sia speciale che a 60 anni ancora non si sia spenta la fiamma della passione eppure a guardarla bene Marilyn è una donna con diversi rimpianti, ha più di qualche cosa da rimproverare a suo marito, ha avuto le figlie non esattamente per scelta … Wendy è stata un “incidente” che le è costato la laurea … eppure non ha esitato un attimo a fare la cosa giusta, Marilyn non è April di Revolutionary Road e David non è Frank. Non sopporto una cosa di Marilyn … la mania di dare soprannomi alle figlie! L’ultimogenita, Grace, la chiama “ochina” anche quando oramai ha più di vent’anni! E ti credo che la ragazza è venuta su piena di insicurezze e complessi di inferiorità!

Il “senso del dramma” di Claire Lombardo è eccezionale, non esagera mai al punto da rendere poco credibili le cose, l’abbondanza dei dialoghi facilita l’impresa di sorprendere il lettore, è un continuo di battute che svelano segreti e aspetti del carattere dei vari personaggi che non si riesce a prevedere, eccellente lavoro per una esordiente e lasciatemelo dire, mi sa che la Lombardo subirà la sorte di Richard Yates che si è dovuto confrontare per tutta la vita con il folgorante esordio!

Se voleva lasciarci un messaggio Claire Lombardo, di sicuro voleva dirci che una vera famiglia non può essere perfetta, che la cattiveria non è estranea ai rapporti familiari e d’amore, ciò che conta è avere la capacità di arrabbiarsi e passare oltre.

Mai stati così felici è un romanzo meraviglioso che  avrei voluto non finisse mai.

Mai stati così felici di Claire Lombardo – Bompiani (traduzione di Silvia Castoldi) Pp 560 € 22,00 (sul sito dell’editore) brossura con bandelle, io ho la versione ebook € 9,99

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