Nell’ultimo anno, quando è stato chiaro che non ci sarebbe stata nessuna possibilità di viaggiare fuori dall’Italia, mi sono messa a setacciare Instagram alla ricerca di expat che mi facessero viaggiare negli Stati Uniti con le loro testimonianze, con le foto, con i video. Oggi vi racconto New York attraverso le notizie che ho carpito in rete, cosa è successo con il Covid? Troveremo la stessa città tornandoci? La risposta è evidentemente no perché sarà così anche per le nostre città che quando si scrolleranno di dosso questa brutta situazione non saranno più quelle di prima. E nemmeno noi.

Times Square, il cuore di Manhattan, è apparsa sotto una spessa coltre di neve, se andate a curiosare sull’account Instagram @newyork_timessquare potete vedere dei video, la gente in giro c’è, non sono turisti, si capisce ma i newyorkesi stanno facendo un po' come noi, appena possibile cercano di godersi almeno la loro città, si fanno foto, raccontano la nuova quotidianità.

Mi sono trovata, qualche giorno fa, ad assistere ad una diretta in cui alcuni librai raccontavano la crisi conseguente alla pandemia. Negozi chiusi definitivamente, parlavano di marchi consolidati, importanti, un esempio che fa riflettere è il rischio di chiusura di un famoso Hotel sulla 45esima The Roosevelt e del Jazz Club Birdland che se non trova fondi non ha speranza di rimanere aperto continuando con i soli concerti online.

Tra il freddo invernale e la pandemia numerosi alberghi della città si sono trasformati per volere del sindaco Bill de Blasio in ricoveri per i senza tetto che altrimenti sarebbero morti. Un costo altissimo per l’amministrazione cittadina che già ha un deficit considerevole ma che copre una parte di queste spese.

Chi ha avuto la possibilità di rifugiarsi altrove lo ha fatto ma i newyorkesi rimasti nelle loro case sono moltissimi, tra loro il famoso scrittore Adam Gopnik (avrete letto Io, lei, Manhattan Guanda editore, o Una casa a New York sempre Guanda) che racconta sulle pagine di The New Yorker (io sono abbonata) la sua vita tra scrittura, casa, parco per portare a spasso il cane.

Qualche giorno fa ho visto un video di Central park con delle persone che pattinavano sulla “Trump Rink” e ho scoperto che ora non si chiama più così perché dopo i terribili eventi di Capitol Hill il sindaco ha deciso di far togliere il nome di Trump … Mi sembravano tutti abbastanza rilassati, sembrava una scena quasi normale, se non avessi saputo che la città continua ad essere blindata avrei detto che va tutto bene.

Seguite @newyorkcity4all e vedrete video di ristoranti e luci sfavillanti.

Uscito Trump dalla Casa Bianca la città avrà forse la possibilità di accelerare il processo di ritorno alla normalità, sappiamo che il Governatore Andrew Cuomo ha subito forti ripercussioni per la sua netta opposizione all’ex presidente che ha deliberatamente lasciato indietro  nella distribuzione dei vaccini gli Stati poco compiacenti. Cuomo ha scritto un libro a memoria dei giorni terribili vissuti “American Crisis: Leadership lessons from the Covid-19 Pandemic”.

Vi suggerisco anche di andare a guardare @newyork_world sarà come essere lì! Molto carino anche @lovelettertonewyorkcity

Insomma, come qui da noi, si cerca di sopravvivere al meglio e tutti sperano che si possa tornare a vivere con meno ansie e pericoli.

Io non vedo l’ora di poterci tornare e voi? Ci siete stati?

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