Pazzi di guerra di Michael Hastings

L'incredibile storia del generale McChrystal e dell'intervento americano in Afghanistan

Il libro

Il generale Stanley McChrystal è il pluridecorato comandante delle forze armate statunitensi in Afghanistan. Per i suoi leali collaboratori è un eroe di guerra, un mito, una rock star. È potente, arrogante e si crede invincibile, così non obietta quando un giovane giornalista della rivista «Rolling Stone» chiede di seguirlo prima nelle sue missioni diplomatiche in Europa, poi nelle zone di guerra. Una volta che il reportage viene diffuso, però, la reazione dell'opinione pubblica è talmente scandalizzata da convincere il presidente Barack Obama a rimuovere istantaneamente il generale da ogni suo incarico. Perché quello che Michael Hastings scopre e poi descrive in questo libro irresistibile è una variopinta corte che passa il tempo tra sesso, bevute e completa indifferenza alle regole; una realtà fatta di spie che incontrano prostitute in eleganti alberghi, politici ambigui, militari ossessionati dalla carriera e ciò che è peggio di incompetenze, ego malati, lotte interne e sprechi, sullo sfondo di una missione che a McChrystal, ai suoi uomini - e forse all'America tutta - risulta incomprensibile. Spinto da un'indignazione che non spegne mai il divertimento, Hastings ci fa scoprire da vicino l'insensatezza di una guerra - e di tutte le guerre. E ci regala un meraviglioso esempio di quel giornalismo irriverente e rabbioso di cui il mondo ha oggi più che mai bisogno.

La mia lettura

Ho letto Pazzi di guerra del compianto Michael Hastings solo ora, in notevole ritardo ma in tempo per cogliere meglio tutto quello che sta succedendo in questi giorni in Afghanistan dopo che il 31 agosto abbiamo assistito alla partenza dell’ultimo aereo militare statunitense da Kabul e con il governo provvisorio dei talebani che già sta dando prova di quello che sarà da ora in poi il futuro.

Barack Obama? «A disagio e intimidito dai generali»

"Biden/Bite Me" così ironizzò Jake McFarren, il miglior consigliere di McChrystal, suo confidente da 30 anni e compagno di stanza di West Point a danno dell’allora Vice Presidente Joe Biden.

Richard Holbrooke? «Il capo dice che è come un animale ferito» riferisce un assistente di McChrystal. «Le voci che parlano di un suo possibile licenziamento lo rendono molto pericoloso . Ma non verrà rimosso perché la Casa Bianca teme di più un eventuale libro in cui Holbrooke racconti tutte le vicende piuttosto che i suoi continui scivoloni».

Jim Jones? «Un pagliaccio» (allora era il capo del consiglio per la Sicurezza nazionale).

I Senatori John Kerry e John McCain? «Arrivano, s'incontrano con Karzai, fanno una dichiarazione in aeroporto e ritornano immediatamente per partecipare ai programmi in televisione».

Solo un assaggio delle esternazioni senza filtri a cui l’ex generale Stanley McChrystal e la sua squadra si lasciarono andare con il giovane giornalista di Rolling Stone (scomparso nel 2013 a soli 33 anni per un incidente stradale a Los Angeles), parlare di gaffe è impossibile, direi piuttosto che il generale e la squadra peccavano di delirio di onnipotenza ma d’altro canto il generale definì gli uomini che aveva scelto personalmente: «...una compagine selezionata in forma mirata, fatta di sicari, spie, geni, patrioti, politici e maniaci».

Michael Hastings accompagnò il generale e la sua squadra in visita alle zone di combattimento in Afghanistan, partecipò alle riunioni di comando delle operazioni, andò con loro a Parigi perfino.

Quello che mi ha fatto impressione è che dopo dieci anni dall’uscita di questo libro in cui emerge chiarissimo che a Washington c’era una grande confusione su quale fosse la missione in Afghanistan (combattere gli insorti o scovare i terroristi?), su quale fosse la strategia (“foraggiare” i nemici o farli fuori?), e chi erano i nemici? (al-Qaeda o i talebani?), chi gli alleati ? (Karzai o il Pakistan?) e, si domandava il reporter,: quanto denaro sarebbe costato ancora agli Stati Uniti? Perché già se ne era spesso parecchio!

Allora di cosa parlano oggi i vari governi della coalizione? Di cosa ci stupiamo ? Come è stato possibile continuare come se nulla fosse altri dieci e passa anni?

Chissà cosa avrebbe scritto oggi Hastings scoprendo che al 31 agosto 2021 il conto è ( dall’invasione del 7 ottobre del 2001) di 2.313 miliardi di dollari, 20 anni di permanenza e, secondo il report del Watson Institute, 241mila persone morte a causa di questa guerra tra soldati della coalizione, esercito afghano, talebani, giornalisti, personale umanitario e, soprattutto, popolazione civile.

Pazzi di guerra racconta benissimo le divisioni, le lotte, le discrepanze, l’ostilità aperta tra lo staff militare e quello civile rispetto a questa lunga e insensata guerra, interessante anche leggere di quelle che erano le posizioni dell’allora Vice Presidente Joe Biden (contrario alla permanenza in Afghanistan) e di quello che il governo di Hamid Karzai avrebbe potuto rappresentare per quella guerra.

Michael Hastings diceva che secondo lui il giornalismo, quando si occupa di personaggi pubblici in cerca di notorietà è “like the seduction of a prostitute” come dargli torto? In fondo è l’unica spiegazione possibile al comportamento del “Team America” (così si autodefinivano il Gen. Stanley A. McChrystal e la sua squadra) che pur consci del registratore del reporter  sempre acceso non si preoccuparono di dire tutto ciò che pensavano senza inibizioni come fossero normali chiacchiere “da spogliatoio” dopo una partita.

Bermuda Triangle of geopolitics” così definiva Hastings l’Afghanistan evidenziando che la presenza dell’esercito Americano non aveva niente a che vedere con l’11 settembre e la protezione del paese da eventuali nuovi attacchi terroristici.

Pazzi di guerra è scritto con una prosa ricca di ironia, il reporter non si è fatto scrupolo di deridere, sbeffeggiare, comandanti militari ma anche personaggi in vista della politica americana di allora (alcuni ancora al potere), ha letteralmente “profanato” il tempio intoccabile dell’esercito mettendosi contro anche la stampa compiacente che poi gli ha fatto pagare questo suo modo di fare il giornalista da outsider.

Il generale McChrystal era celebrato da tutti media come una sorta di ribelle, una via di mezzo tra un santo e un supereroe e pazienza se aveva avuto un ruolo importante sui denunciati abusi e torture a danno dei detenuti nelle carceri irachene e che dire del suo ruolo nell'insabbiamento della morte del soldato Pat Tillman “by friendly fire”?

Ciò che testimonia Hastings quando, lasciando il gruppo di McChrystal, si avventura in un avamposto di combattimento, è che le truppe, i soldati che combattono, sono inferociti, trovano assurde le regole di ingaggio, odiano a morte la popolazione afghana e soprattutto sono sicuri che perderanno la guerra.

Ho trovato terrificante il fatto che gli uomini di cui Hastings ha raccontato erano persone del tutto aliene al mondo civile, non sapevano davvero cosa significasse vivere fuori dall’esercito, era gente votata alla guerra, Pazzi di guerra appunto, a tutti i costi.

Sconvolge la mancanza di lucidità evidente, si rimane senza parole riflettendo sulle dinamiche politiche che hanno lasciato che tutti questi anni passassero così, per arrivare ad una fuga senza onore lo scorso agosto.

Ma dopo la lettura di Pazzi di guerra, sinceramente, comincio ad avere enormi dubbi su quello che vedo e sento in Tv, di sicuro ora l’Afghanistan è un affare di cui si “prenderanno cura” Cina, Russia, Turchia, Quatar, ma come lo faranno? Sono in grado o era forse più comodo anche per loro che gli eserciti occidentali rimanessero lì? E se Biden avesse gestisto la cosa molto più “furbescamente” di quanto voglia far credere?

Comunque, il generale McChrystal voleva la copertina di Rolling Stone e invece … (v. foto)

-The New York Review of Books «Il libro più divertente sulla guerra e la presenza degli Stati Uniti in Afghanistan... Il suo senso dell'umorismo è astuto, cinico, irriverente, ma soprattutto onesto. Hastings è un vero dissidente americano.»

- The Daily Beast «Un libro destinato a entrare nel pantheon della migliore letteratura di guerra, non soltanto per le indiscrezioni "rock&roll", ma soprattutto per le penetranti cronache di un mondo completamente impazzito» -

- Los Angeles Times  «Con uno stile violento e autentico, un punto di vista originale sugli sciagurati anni della guerra in Afghanistan.»

Pazzi di guerra di Michael Hastings

L'incredibile storia del generale McChrystal e dell'intervento americano in Afghanistan

Traduzione di Paolo Lucca

GARZANTI – 2017 in Italia

Pp 432 pagine, Cartonato € 18,60 io ho la versione ebook

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