Prima di Trump Non voglio andare, in questo post, troppo indietro nel tempo, riavvolgo il nastro fino al 1989, caduta del Muro di Berlino. Il blocco sovietico si è sfaldato e giungere alla fine della Guerra Fredda è stato quasi traumatico! Il mondo si era abituato a questo “sistema bipolare” che governava l’equilibrio mondiale in nome di precise ideologie, la democrazia e il mercato statunitensi e il comunismo e collettivismo dell’Unione Sovietica, venuta meno quest’ultima l’evoluzione direi naturale è stata verso un nuovo equilibrio mondiale dettato dagli Stati Uniti “capeggiati” dall’allora Bush senior che guadagnò molto credito politico con la famosa operazione Desert Storm ai danni di Saddam Hussein.

Nel 1991 la leadership americana non era in discussione, fallito il colpo di stato a Mosca non c’era più nessuno a sfidare gli USA … avendo campo libero non riuscirono a non cedere alla tentazione di modellare il mondo secondo i loro ideali, gli Stati Uniti di fatto si sono auto nominati “guardiani” della sicurezza globale! Il Presidente Democratico che succede a Bush senior è Bill Clinton il quale nei suoi due mandati (1993 – 2001) si è dato un gran da fare per consolidare questa leadership sia economica sia militare. Nel 1995 viene creata la World Trade Organization in sostituzione del GATT, l’ONU e la NATO completano questo nuovo quadro politico internazionale basato sulla cooperazione.

E’ stato proprio quando questa ondata internazionalistica era al suo massimo che si sono avvertiti i primi segni di frenata … in America si cominciava a mostrare insofferenza per queste continue incursioni in guerre e situazioni di crisi di altri paesi che finivano per creare non pochi problemi ai cittadini americani.

Toccò a George W Bush affrontare l’insofferenza dell’elettorato che pretendeva un passo indietro sul piano internazionale a tutela degli interessi nazionali! L’11 settembre fu il momento preciso in cui gli Stati Uniti dovettero prendere decisioni che poi andarono a influenzare questo equilibrio globale, Washington si aspettava sostegno dagli europei per far fronte comune contro il terrorismo di Bin Laden, invece tedeschi e francesi si tirarono indietro, non vollero entrare nella guerra contro l’Iraq, il mondo islamico stava diventando sempre più antiamericano.

Con l’elezione di Barack Obama nel 2008 la prima cosa a cui tutti abbiamo pensato è che ci sarebbe stata una inversione di rotta e in effetti la presidenza Obama ha creato maggiori aperture, ha tirato nuovamente fuori il soft power, ha chiuso con le guerre in Iraq e Afganistan ma era impossibile che riuscisse a dare un taglio netto con la precedente presidenza, le promesse elettorali rimangono promesse per molte cose e sul piano internazionale alla fine ha lasciato dei ricordi non esattamente all’altezza delle aspettative, penso alla Libia, penso al ruolo ininfluente nelle Primavere arabe, penso alla posizione nei confronti della Siria, all’attenzione verso il Pacifico … insomma, il buon Barack su certi fronti non è stato brillante.

Sul piano economico Obama ha dovuto affrontare una crisi terribile forse seconda a quella del 1929, il risultato è stato rivedere totalmente il concetto di globalizzazione da parte dei paesi occidentali che da questa hanno avuto più problemi che benefici (sembra) tanto che il cosiddetto libero scambio comincia ad essere ben visto dai paesi emergenti e molto poco apprezzato da noi europei ad esempio!

Non sarà che tutti questi eventi hanno un peso in quella che poi sarà l’elezione “bomba” di Trump?

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