Nel viaggio New York/San Francisco, eravamo arrivati a Los Angeles … questa è l’ultima tappa prima di arrivare a destinazione.

Se siete in auto dovete andare sulla Interstate 5 che è l’autostrada che attraversa tutta la California da nord a sud, la cosa che io ho trovato molto bella è la mutazione del paesaggio … dopo chilometri di terra arida piano piano si cominciano a vedere prima piantagioni di mele e vigne, non dimentichiamo che la California è oramai terra di vino, si producono Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Chardonnay che non hanno molto da invidiare ai nostri vini.

Sula strada incontrerete San Jose che viene considerata il cuore della Silicon Valley, so che sembra una cosa sciocca ma quando ho visto le insegne di alcune grandi aziende come Cisco o Logitech (ma ci sono Apple, Google, eBay, Facebook ecc) ho provato una certa emozione.

Tornando al territorio, la Central Valley è il cuore agricolo della California, forse degli Stati Uniti, nei campi sono tutti messicani, ho dormito una notte a Merced e quel giorno c’era una sorta di sagra cittadina, ebbene, siamo andati a mangiare lì e sembrava di essere in Messico più che in California ma molti viaggiatori ci passano perché da Merced si accede poi all’area di uno dei parchi più famosi: Yosemite Park e poco distante Monterey Bay. Le mie tappe verso da Las Vegas a San Francisco sono state: Bishop, Yosemite, Merced, Carmel by the sea, Monterey.

Bishop è una piccola città immersa nella natura, è uno dei pochi posti di provincia e decisamente sperduti in cui ho visto una libreria! L’ho trovata tutto sommato carina, meno triste di alcuni paesini in cui davvero non c’è nulla oltre al bowling. Il parco Yosemite bello, venendo dal caldo torrido di Las Vegas e della Death Valley lì abbiamo trovato freddo, pioggia e perfino neve sulle cime in alto (era giugno). Merced come dicevo prima è un città anche abbastanza estesa ma ad uno sguardo superficiale m’è sembrata una lunga strada piena di case e attività commerciali ma niente di che! Carmel è molto chic! Piccola ma è una cittadina con negozi costosi, belle case, sembra una specie di Portofino (ovviamente la nostra Portofino è più bella ma per farvi capire).

Monterey mi è piaciuta decisamente di più, mi è piaciuto il fatto che ci sono queste costruzioni di vecchie fabbriche per la lavorazione del pesce, una archeologia industriale ben inserita nel contesto che la rende molto caratteristica, ci sono tanti negozi (la mattina aprono tardissimo, tipo alle 11!), ristoranti, c’è uno dei tanti negozi della catena Bubba Gump Shrimp Company, vi ricordate Forrest Gump e non ho resistito, mi sono comprata la maglietta con la famosa frase: “Mama always said life was like a box of chocolates. You never know what you're gonna get”. Lo so, da turista ma tant’è! Monterey è la città dove è ambientato Cannery Row di John Steinbeck e anche Pian della Tortilla per citarne solo due altrimenti l’elenco di libri e autori che hanno eletto questa località e questa contea come posto del cuore dove scrivere i loro romanzi sono tantissimi.

Due ore di strada e si arriva a San Francisco e dovete prepararvi ad una temperatura molto diversa, intanto c’è un gran vento e non è proprio piacevole, poi è freddo, la temperatura rimane costante più o meno tutto l’anno e oscilla tra gli 8 e i 18 gradi, avrete sentito parlare della cosiddetta Indian Summer che corrisponde al mese di settembre quando praticamente la temperatura è la più calda dell’anno. Io sono stata sempre con la giacca a vento!

La strada principale di San Francisco è Market Street, piena di uffici e negozi, io ci ho comprato un paio di Converse argento bellissime proprio al negozio Converse! Ebbene, in questa strada dello shopping bisogna fare lo slalom tra i senzatetto sdraiati a terra che chiedono l’elemosina e hanno intorno tutti i loro poveri averi, dalle coperte pesantissime a borse e oggetti di ogni tipo. La piazza del Civic Center fa impressione, immaginate un enorme edificio con cupola dorata, circodanto da latri edifici governativi stile Beaux-Arts, di fianco il War Memorial Opera House, il Museo di Arte Asiatica e una piazza enorme, ebbene, al tramonto qui si radunano decine e decine di senzatetto che in file ordinate e silenziose aspettano che le suore di una confraternita distribuiscano un piatto con un pasto più o meno completo, forse il loro unico pasto del giorno. Preso il piatto, tutti, si siedono proprio lì per terra per mangiare e tutto intorno folle di turisti. E’ impressionante.

Camminando senza meta sono arrivata al Financial District pieno di grattacieli (in città qui non è come a New York, le case hanno tutt’altra architettura, molto europea). Da vedere assolutamente perché è tipico è il Fisherman’s Wharf, vicino al San Francisco Bay Bridge, da lì si può andare ad Alcatraz (io non sono andata però). L’isola di Alcatraz si vede benissimo dalla riva, per mangiare e bere bisogna andare al Pier 39.

San Francisco per gli amanti dei libri è City Lights Book del grande vecchio: Lawrence Ferlinghetti ma di questo scriverò in un post a parte, è troppo importante! Parliamo dei quartieri famosi:

Castro, il più famoso perché negli anni Settanta è stato il fulcro del movimento per i diritti degli omosessuali, da Merket Street io sono andata a piedi, è una bella passeggiata ma potete prendere anche un filobus che vi porta. Case tutte in stile vittoriano qui c’è una piccola piazza intitolata a Harvey Milk, leader indiscusso della comunità gay, eletto in consiglio comunale e assassinato da un oppositore, avrete visto il bellissimo film del 2008 diretto da Gus Van Sant con Sean Penn nella parte di Milk.

Vicinissimo a Castro c’è Haight-Ashbury, stesse case vittoriane, molti negozi di abiti usati anni settanta, negozi di vinili, bei bar e a ridosso il Golden gate Park dove all’interno c’è anche un bellissimo giardino giapponese. Questo quartiere è il quartiere in cui nel 1967 si radunarono centomila giovani per protestare contro la guerra del Vietnam, è il luogo della Summer Of Love. Ora è un quartiere, mi è sembrato, molto borghese, tanti ristorantini vegani … credo che abitare qui costi un occhio!

Per oggi la visita a San Francisco finisce qui! Ci sono tante cose che racconterò in altri post … quello che posso dire è che è una città dove potrei tranquillamente vivere. In foto: La libreria City Lights sulla Columbus Avenue di San Francisco

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